di Patrizia Marchesini

 

Giardino della Memoria – Piazzetta di Tancon
Canale d’Agordo (Belluno)

 

 

Panoramica del Giardino della MemoriaCanale d’Agordo si trova al centro della Valle del Biois, a poca distanza da Falcade, ed è cinto dalle vette imponenti del Civetta, del Focobon e delle Cime d’Auta. Pur avendo una storia antica[1], viene di solito ricordato per essere il paese natale di Albino Luciani, salito al Soglio Pontificio il 26 agosto 1978 con il nome di Papa Giovanni Paolo I, e morto dopo soli trentatré giorni di pontificato.

Il piccolo centro storico di Canale d’Agordo custodisce case impreziosite da affreschi a tema religioso, e alcuni tabià, i vecchi fienili tipici della zona, ristrutturati in maniera sapiente.

Via Tancon, forse la strada più caratteristica, riserva una sorpresa: a un certo punto si restringe in un viottolo, rasenta a destra la Casa delle Regole – un edificio del 1640 che era una specie di municipio dell’epoca – e in pochi passi conduce a un giardino dedicato alla Campagna di Russia, e nato per iniziativa di Giovanni Fontanive[2].

In primis ciò che cattura lo sguardo è un tabellone esplicativo, con testi e immagini a cura del professor Guido Vettorazzo[3].

Ciò che rende particolare il giardino è la ricostruzione in scala del corso del fiume Don, limitatamente al settore tenuto dall’8ª Armata: ogni metro corrisponde a quindici chilometri nella realtà. Lungo il corso del fiume sono posizionati alcuni cippi, bassi, a filo del terreno, per ricordare alcune delle località presso cui erano schierate le nostre Divisioni. Altri cippi ricordano luoghi divenuti un simbolo. Essi sono posti nel prato, nel rispetto della loro reale collocazione geografica.

La provincia di Belluno è da sempre terra di alpini e probabilmente per questo motivo Giovanni Fontanive ha dato risalto soprattutto al ripiegamento del Corpo d’Armata alpino, sistemando formelle di ghiaia pressata di colori diversi per sottolineare i percorsi differenti delle Divisioni Cuneense, Julia, Tridentina e Vicenza[4].

Il luogo è raccolto e suggestivo e, per chi si trovasse a passare da quelle parti, merita una visita; si consiglia di evitare i mesi più freddi, quando la presenza eventuale della neve potrebbe ricoprire il percorso, impedendo di coglierne i dettagli.

 

 

Visita anche il sito del Giardino della Memoria.

 

 

 

Estate 2015. Nel Giardino della Memoria vengono posate due targhe in bronzo con i nominativi dei caduti e dispersi Agordini al Fronte Orientale. Tra le due targhe, un pannello che evidenzia la zona del Medio Don, lo schieramento delle Unità italiane alla data del 10 dicembre 1942, e altri dettagli. Un arricchimento significativo, in un luogo nato per ricordare tutti i caduti, gli scomparsi e i prigionieri nei territori dell'ex Unione Sovietica.

 

 

Aprile 2017. Nel Giardino della Memoria è stata collocata una nuova opera dell'artista falcadino Franco Murer che è riuscito – con tratti sapienti ed efficaci – a rievocare il ripiegamento di tutti i nostri soldati e il loro disperato tentativo di tornare a casa...

 

[1] Ricordiamo, per esempio, che qui – all’incirca nel 1897 – venne fondata una birreria, da tale Giovanni Zannini. Divenuta poi birreria Pedavena, sembra sia seconda, come anno di fondazione, solo alla birreria Forst.

[2] Giovanni Fontanive (1938-2009) partecipò come volontario a vari turni di lavoro durante la costruzione dell’asilo Sorriso, dono dell’Associazione Nazionale Alpina ai bambini di Rossoš’.

[3] È stato proprio il professor Vettorazzo ad avermi segnalato il Giardino Memoriale e a lui, sempre attento e disponibile, va il mio ringraziamento.

[4] Quest’ultima Divisione di Fanteria venne assegnata al Corpo d’Armata Alpino nel tardo autunno 1942.

 

  • 00 Canale d'Agordo
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