Recensione di Patrizia Marchesini 

 

 

 

rosso copertinaNell’estate 1942 Nevio Rosso si trova presso un ospedale militare di Vallecrosia, in provincia di Imperia. Sottotenente medico del CCV Battaglione Cannoni, viene assegnato al 7° Reggimento Fanteria di Marcia, designato a fornire complementi ai reparti italiani che durante la Prima Battaglia Difensiva del Don hanno subito parecchie perdite.

Parte dalla stazione di Sampierdarena un mercoledì, “col preavviso di poche ore, senza adeguato bagaglio e senza equipaggiamento invernale [...]” come l’Autore stesso riporta a pagina 16 del libro. È il 23 settembre 1942.

Dopo il viaggio in tradotta, il 7°Reggimento prosegue a piedi. L’avvicinamento al fronte è scandito dai nomi delle località in cui si sosta per poi riprendere il cammino, e da incontri più o meno significativi.

A poco a poco i complementi raggiungono i reparti in linea: il 22 novembre 1942 il dottor Nevio Rosso arriva a destinazione, presso il Comando dell’89° Reggimento Fanteria della Divisione Cosseria. Il servizio sanitario reggimentale gli affida un posto di medicazione a ridosso del Don, nel settore della 7ª Compagnia del II Battaglione. I giorni passano e i Sovietici attaccano, l’11 dicembre sul fronte della Divisione Ravenna e il giorno successivo davanti alla Cosseria. Seguono giornate terribili, fino al 17 dicembre quando – caricati su alcune slitte gli ultimi feriti, i documenti, i medicinali e il bagaglio davvero indispensabile – il sottotenente Rosso lascia il posto di medicazione, semi-distrutto da una bomba. Inizia il ripiegamento, fatto di fame, freddo, marce. L’89° Reggimento, al contrario del 90° – l’altro reggimento di fanteria della Divisione Cosseria – segue un itinerario che, tempo dopo, sarà in parte ricalcato dal Corpo d’Armata Alpino. Un ripiegamento dal punto di vista di un medico, cui i soldati – una coperta gettata spesso sulle spalle – “sembravano tanti vecchierelli infreddoliti, usciti da una fiaba d’altri tempi [...].”

Una narrazione composta e priva di retorica che, se da un lato restituisce dignità al comportamento dei fanti della Cosseria, dall’altro non risparmia critiche severe nei confronti di chi si trova nel150px-5a Divisione Fanteria Cosseriale retrovie.

Una lettura interessante, con pozze descrittive pacate in contrasto con l’incalzare turbinoso degli eventi. Sullo sfondo il paesaggio russo e ucraino, alberi inghirlandati di ghiaccio, sole pallido o burrasche di neve, isbe tutte uguali, che la stanchezza estrema rende più belle del più bello tra i palazzi.

 

Nevio Rosso, Un medico sul Fronte Russo con i fanti della Cosseria, Editrice Liguria, Savona (?), 1973