Recensione di Patrizia Marchesini

 

 

La tragica avventura dell Armata Italiana in RussiaLa tragica avventura dell'Armata Italiana in RussiaIl sottotenente Emilio Vio Sopranis – 173ª Compagnia Controcarro, 3° Reggimento Bersaglieri – arrivò al Fronte Orientale nell’aprile 1942 e partecipò alle operazioni della Divisione Celere fino al dicembre di quell’anno, quando venne catturato. Autore de Il 21 marzo 1942 del sottotenente Francesco Cristiani e di alcuni racconti pubblicati nell’antologia Dasvidanja – nonché su Storia Illustrata e Historia – ha dato il suo contributo anche alla serie … c’ero anch’io, curata da Giulio Bedeschi.

Questo volume offre un compendio breve ma esaustivo sulla Campagna di Russia, dalle ragioni alla base dell’invio delle nostre truppe a est, a un sunto sull’impiego di C.S.I.R. e Arm.I.R.; dopo un’analisi essenziale ma tuttavia scrupolosa su temi diversi – quali la logistica, la condotta dei Comandi superiori, gli armamenti ed equipaggiamenti, lo spirito combattivo delle nostre truppe, i rapporti con la popolazione locale e con gli alleati, la propaganda da ambo gli schieramenti nel corso della Campagna – Vio approfondisce in maniera attenta ogni aspetto della prigionia vissuta dai soldati italiani nei campi sovietici, tralasciando le sue vicende personali a vantaggio di un racconto oggettivo degli eventi e basandosi sulle tante opere di memorialistica. A proposito di queste ultime, Emilio Vio sottolinea come i ricordi sembrino essersi cristallizzati in maniera pressoché identica sia in coloro che scrissero di getto subito dopo il rientro dalla prigionia, sia in quei reduci che solo in un secondo tempo decisero di mettere su carta la loro esperienza. Evidenzia anche che, nonostante giudizi e commenti siano influenzati per forza di cose dalla diversa formazione culturale degli autori, dall’ideologia politica da cui essi provengono o a cui si avvicinano poi, sono indubbie un’ossatura essenziale e una cronologia, comuni a tutte queste opere.

Vengono presi in esame alcuni momenti cruciali: la cattura, le famose marce del davaj, i trasporti ferroviari verso i lager, la vita nei campi durante i primi mesi di prigionia e negli anni successivi, la propaganda politica... Numerose le citazioni tratte da libri sull’argomento, per meglio completare l’esposizione.

Un capitolo è dedicato al rimpatrio e alle tematiche connesse (la nascita di U.N.I.R.R. [Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia], i prigionieri trattenuti, il processo D’Onofrio...), mentre l’ultimo offre alcune riflessioni conclusive.

Nel complesso, davvero un buon libro, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta alla materia. Paragonabile al famoso rapporto U.N.I.R.R. sui prigionieri di guerra italiani in Russia curato da Carlo Vicentini e Paolo Resta, ma con una narrazione forse più pacata.

 

Emilio Vio Sopranis, ARMIR – La tragica avventura dell’Armata Italiana in Russia, Mursia, Milano, 2012