Ezio Ratti

Il tenente Ezio Ratti di Como, della 23ª Compagnia, descrive i fatti seguenti nel suo ciclostilato Vita del IX Battaglione Pontieri...

 

[...] tutto fu calmo finché arrivò il fatidico febbraio '42. Già precedentemente il Comando C.S.I.R. ci aveva riforniti di armi automatiche, bombe a mano e già avevamo fatto un minimo di esercitazioni, ma nessuno mai avrebbe pensato che arrivasse il giorno di essere impiegati come truppe d'assalto.

Ma venne anche quel dì ed ai primi di febbraio si partì per Stalino in tradotta con destinazione zona Izjum dove i Russi avevano rotto il fronte.
Dopo un giorno ed una notte in treno fino a Marjanka, si arriva al fronte in zona Snamenovka. Eravamo alle dipendenze dei Tedeschi, inseriti con il I Btg. Pontieri, il Gruppo di Cavalleria Novara ed il reparto Carri appiedato S. Giorgio, nel Gruppo Musinu comandato dal colonnello Musinu, eroe della Battaglia delle Frasche (guerra '15-'18).
La temperatura si aggirava sempre sui 20-25 gradi sottozero, giorno e notte sempre in postazione, perché i Russi li avevamo di fronte, appostati sulle collinette dominanti la pianura ed il paese; nelle azioni di difesa di Sofjevka si ebbero i primi feriti fra i reparti di cavalleria, tra di loro il loro il tenente colonnello Custoza, successivamente deceduto, ed i pontieri della 21ª Compagnia. 


Dopo il ripiegamento da Nikolajevka del I Battaglione Pontieri, avvenuto dopo una eroica resistenza (per queste ragioni il Btg. ebbe la ricompensa di una Medaglia di Bronzo e la Medaglia d'Oro alla memoria al Cap. Magg. Bisceglie), arrivò l'ordine al IX Battaglione di prepararsi per andare all'assalto del paese di Petrowka, che si trovava sulla nostra destra a pochi chilometri.
L'azione era predisposta in modo perfetto, ossia: l'artiglieria tedesca doveva bombardare il paese con il successivo intervento dei carri armati, sempre tedeschi.


Dopo queste azioni dovevamo intervenire noi, iniziando l'avvicinamento alle ore 5 del mattino e successivamente occupare il paese. Sembrava una manovra perfetta che presentava per noi un rischio relativo, ma nessuno pensò al freddo ed al gelo.
Così quando noi iniziammo la manovra di avvicinamento, i reparti tedeschi non avevano ancora iniziato la loro operazione, a causa, ci dissero, del forte gelo che aveva bloccato tutto. Nessuno aveva provveduto ad avvisare il nostro Comando, così che, arrivati in prossimità del paese, ci accolse un fuoco infernale. Noi, ignari di come si combatteva a tu per tu il nemico, ci scagliammo con tutta la nostra baldanza pontieristica al grido di "Savoia!" sul nemico, obbligandolo a retrocedere e a rifugiarsi sulle colline sovrastanti il paese da dove, però, continuò a mitragliarci ed a bombardarci con i mortai.

Il primo a cadere fu il tenente Nicolai, ricoverato prima in un'isba, poi trasportato in un'infermeria tedesca ove spirò. A lui fu concessa la Medaglia d'Oro alla memoria.

 

(Nota: la salma del tenente Nicolai fu ricuperata il 2 aprile 1942 da una squadra al comando del sergente maggiore Angelo Basile del I Battaglione Pontieri e tumulata nel cimitero di guerra del Battaglione stesso, in località denominata Petrowka n.2.)

Nessuna notizia dei Tedeschi; questi iniziarono la loro azione con un ritardo di qualche ora, non sapendo che in paese c'erano truppe italiane, così ci piovvero addosso anche i confetti germanici.
Considerata la situazione, visto che nessuno veniva in nostro aiuto, finite le munizioni e per non essere accerchiati, venne dato l'ordine di ripiegamento.
Su quella distesa di neve quanti caddero? Ci contammo alla fine dell'azione...

 

21ª Compagnia - un solo ufficiale efficiente, il Ten. Borasio;

il comandante, capitano Italo Ciocchi, caduto;

gli altri due ufficiali, tenente Fausto Monacelli e sottotenente Adolfo Fianchisti, feriti e trasferiti in ospedale.

 

23ª Compagnia - il tenente Ratti sano e salvo;

il comandante (capitano Carlo Munaro) e il tenente Filippo Nicolai caduti;

il tenente Monti ferito e ricoverato.

Per entrambe le Compagnie: una perdita del 40% tra i sottufficiali, e per la truppa una perdita del 30%, fra morti e feriti.

 

Questi dati sono ufficiali ed emergono dalla relazione fatta dal tenente colonnello Biandrate, comandante del I Battaglione Pontieri del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza.