Mario TirelliEstratto dalla pubblicazione RICORDI DEI PONTIERI ITALIANI IN RUSSIA, edito presso le Grafiche Mazzucchelli di Milano (maggio 1987), a cura di Angelo Basile.

CENNI DEGLI AVVENIMENTI SVOLTISI NELLA SECONDA BATTAGLIA DIFENSIVA DEL DON RIGUARDANTI I PONTIERI
(dal dicembre 1942 al gennaio 1943)
Sorte dei Battaglioni Pontieri in conseguenza della ritirata.


Il I Btg., dalle rive del Donez, si diresse da Luganskaja verso Kharkov con treno, che però non potè raggiungere a causa delle interruzioni delle linee ferroviarie effettuata dai russi. Dovette così proseguire a piedi, finché lungo l'itinerario incontrò un nucleo di automezzi italiani in ripiegamento. Su tre scaglioni, mentre il primo veniva trasportato a Kharkov, gli altri due proseguivano a piedi, e successivamente, uno per volta, furono autotrasportati anch'essi. Dopo una sosta di alcuni giorni, verso la metà di marzo rientravano in Italia.
Il I Btg. complementi dopo varie vicissitudini si concentrò a Gomel' da dove fu rimpatriato dal 20 al 30 marzo 1943.


II Battaglione pontieri ponti pesanti fu impiegato per la difesa di Belovodosk e di Starobel'sk, ed ebbe molte perdite; ripiegò verso Gomel' dove giunse il 25 febbraio ed il 23 marzo 1943 rientrò in Italia.

Il nuovo IX Btg. Pontieri, succeduto agli anziani, quando venne impartito l'ordine della ritirata aveva le sue Compagnie presso reparti divisionali, di cui [tali Compagnie] seguirono le sorti. La 21ª era dislocata a Luganskaja in servizio presso il II Btg. Pontieri. La sera del giorno 16 essa si trasferì a Millerovo per essere impiegata a difesa; nel trasferimento essa fu attaccata da carri armati russi, che causarono ingenti perdite. Ritornò quindi a Vorošilovgrad;
La 22ª Compagnia era con la Divisione Pasubio. Detta Divisione ripiegò sostenendo duri combattimenti; accerchiata, riuscì dopo 13 giorni a rompere l'accerchiamento. La 23ª Compagnia era con la Divisione Ravenna a Taly e partecipò per due giorni ai combattimenti per la difesa di detta località. I superstiti delle tre Compagnie si ritrovarono a Gomel', da dove partirono nel giugno 1943.


101ª Compagnia traghettamento.
Venne impiegata a Kantemirovka, come reparto di linea nel settore del II Corpo d'Armata. Nessuno dei suoi componenti fece più ritorno, a eccezione di una squadra distaccata presso una unità alleata.


Conclusione:
Al termine dell'esposizione, che in qualche punto può lasciare nel lettore il desiderio di ulteriori notizie, corre l'obbligo di precisare che, specialmente per gli ultimi avvenimenti, la documentazione è scarsa e i ricordi dei reduci non sempre sono precisi e completi.
Tra le domande che sorgono spontanee le più pressanti sono quelle che si riferiscono al numero dei genieri e fra queste, nel nostro caso, quelle relative ai Pontieri che, con i fratelli delle altre Armi, immolarono la loro vita al Fronte Russo, e alla sorte di quelli che, non rientrati in Patria, furono dichiarati «dispersi» e di cui non si ha nessuna notizia.

A 85.000 ammonta il numero dei militari italiani che non fecero ritorno in Patria dal Fronte Russo. Di questi non si è saputo più nulla.
Alcuni caddero durante il ripiegamento combattendo isolati in qualcuno dei numerosi scontri avvenuti. Altri fermatisi per riprendere forza dopo le estenuanti marce, avvenute nelle più difficili, avverse condizioni climatologiche, non poterono continuare il cammino avendo esaurita ogni possibile risorsa e rimasero abbandonati nella gelata steppa russa.
Altri, infine, non sopravvissero a malattie contratte durante la prigionia.
Per questi ultimi furono forniti elenchi e indicazioni ma il loro numero non consente di colmare le lacune riguardanti la sorte degli assenti.
Nessuna tomba ne onora oggi la memoria, soltanto il vuoto da essi lasciato resta e resterà perenne e incancellabile, segno di un sacrificio non conosciuto ma non per questo meno glorioso.


Di tutti gli assenti 1740 appartenevano a reparti del Genio dell'8ª Armata e, di questi, almeno 700 erano Pontieri. È perciò giusto che almeno questa rievocazione dei gloriosi avvenimenti documentati serva a rammentare tutte le altre gesta, individuali e di reparto, compiute prima della loro scomparsa, certamente ignorate perché non scritte, ma facilmente immaginabili, specialmente da coloro che parteciparono all'immane conflitto e vissero simili momenti eroici.

 

Generale Mario Tirelli
già Comandante il Genio del C.S.l.R. (1° luglio 1941 – 18 luglio 1942),
il Genio del XXXV Corpo d'Armata (già C.S.l.R.) (19 luglio – 9 novembre 1942)
e già Comandante del 1° Reggimento Pontieri (1° maggio 1937 – 20 settembre 1938)