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9 ottobre 2017

 

Alle otto di mattina la Piazza del Duomo inizia a farsi bella nella luce d’autunno.

Nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale il proiettore fa le bizze, ma in qualche modo viene ricondotto all’ordine...

Grazie alla sollecitudine del personale del Comune di Pistoia, tutto è pronto.

Poco dopo le nove, qualcuno arriva e inizia a prendere posto.

Giunge anche – accompagnato da Giorgio Lavorini (Sindaco nazionale U.N.I.R.R.) – il commendator Sergio Paolieri, classe 1926, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.

Infine sciamano gli studenti della 5ª E del Liceo Artistico Policarpo Petrocchi e della 5ª della Scuola Privata Centro Studi Michelangelo.

 

Dopo i brevi discorsi introduttivi del sindaco di Pistoia – dottor Alessandro Tomasi – e di Patrizia Marchesini, redattrice del sito U.N.I.R.R., prende la parola Julien Sapori.

Di origini triestine, ma residente in Francia, Julien Sapori è appena andato in pensione dopo essere stato per molti anni commissario di polizia.

La sua passione per la storia lo ha portato ad approfondire diversi temi tra cui – negli ultimi tempi – quello della Campagna di Russia.

 

01.Marcher ou mourir copertina ridimensionata

 

Le sue ricerche si sono concretizzate in un libro, Marcher ou mourir, di prossima pubblicazione.

La conferenza sottolinea vari aspetti...

Per esempio Sapori evidenzia come – per i Francesi – la Campagna di Russia e la conseguente ritirata siano quelle compiute da Napoleone e dalla Grande Armée nel 1812. Ai più, oltralpe, gli eventi relativi a C.S.I.R. e Arm.I.R. risultano del tutto sconosciuti.

Questo è dovuto a molteplici ragioni.

In Francia permane il ricordo amaro della cosiddetta pugnalata alla schiena: così ci si riferisce all’attacco italiano del giugno 1940 nei confronti di un Paese che era in procinto di arrendersi ai nazisti.

Bisogna considerare, inoltre, il tentativo del regime fascista di equiparare il Regio Esercito al regime stesso.

Di conseguenza gli storici francesi – sebbene non tutti la pensino così – tendono ad associare il Regio Esercito dell’epoca a un qualcosa di negativo e a trascurare gli eventi successivi in cui le truppe italiane si trovarono coinvolte nei diversi fronti di guerra.

 

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 La foto n. 8 mostra, da sinistra a destra,
Julien Sapori, Giorgio Lavorini (con il labaro sezionale U.N.I.R.R.),
Patrizia Marchesini, Alessandro Tomasi (sindaco di Pistoia)
e il commendator Sergio Paolieri

 

La mancata conoscenza della nostra Campagna di Russia oltre confine è dovuta anche a una carenza bibliografica sul tema: pochi sono i libri di autori italiani che, nel tempo, sono stati tradotti.

In Francia, per esempio, una certa notorietà l’hanno avuta le versioni francesi di Centomila gavette di ghiaccio, de Il sergente nella neve, o dei volumi di Eugenio Corti (I più non ritornano e Il cavallo rosso).

Per molte altre opere fondamentali sull’argomento non esiste traduzione (non solo in francese, ma neppure in inglese e in tedesco), e da ciò derivano lacune rilevanti e il sedimentare di pregiudizi e luoghi comuni.

Julien Sapori insiste su questo aspetto, facendo l’esempio del libro del generale Giovanni Messe, imprescindibile soprattutto per quanto riguarda il ciclo-C.S.I.R. (poiché ne era il comandante)... e, purtroppo, del tutto ignorato dagli storici di diverse nazionalità che hanno focalizzato il proprio interesse sul Fronte Orientale.

Sapori cita Denis Mac Smith e la sua possente biografia su Mussolini: in quasi cinquecento pagine, C.S.I.R. e Arm.I.R. non vengono menzionati sebbene l’epilogo della Campagna di Russia sia stato uno dei motivi che porteranno alla decisione di estromettere il Duce – il 25 luglio 1943 – dal Governo italiano.

 

Nell’analizzare poi il contenuto del proprio libro – Marcher ou mourir – Julien Sapori è per forza di cose molto sintetico e punta il dito, smentendoli, su certi luoghi comuni in merito all’equipaggiamento dei soldati italiani impiegati in Unione Sovietica.

Accenna alla sorte dei prigionieri di guerra e conclude auspicando che – senza sminuire l’approccio memorialistico ed emotivo, tipico del dopoguerra – questi fatti, così importanti rispetto alla complessità degli eventi del secondo conflitto mondiale, vengano presi in esame conciliando memoria e oggettività storica.

Questo, ovvio, è quanto anche l’U.N.I.R.R. si augura e verso cui indirizza il proprio impegno.

 

La conferenza si è svolta nell'ambito degli eventi previsti a Pistoia, in quanto la città è capitale della cultura italiana per l'anno 2017. Cogliamo l'occasione per ringraziare ancora una volta non solo Julien Sapori, ma anche il Comune di Pistoia (in modo particolare la signora Anella Puccini), il CUDIR (Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni Repubblicane del Comune di Pistoia) e l'ente Pistoia Toscana.