Furlan 2mGiovedì 21 novembre, ore 20.45, la sala del Centro Civico di Montemerlo è già gremita di una cinquantina di persone che – in un piccolo paese e per un argomento così apparentemente lontano – è davvero un bel numero. Il professor Sandro Furlan si appresta a iniziare la seconda delle due serate dedicate alla Campagna di Russia, e ha già preparato la cartina politica dell'Europa, la lavagna e il videoproiettore.

La settimana prima aveva svolto la prima parte della narrazione che aveva lasciato il pubblico stordito di fronte a un quadro degli eventi così come da lui descritto. Si era parlato delle vicende di C.S.I.R. e Arm.I.R., a partire dal contesto più ampio delle strategie politiche e dei piani bellici in atto tra gli Stati dell'epoca, ed era stato subito chiaro che non si sarebbe dato spazio ai luoghi comuni. Il professor Furlan, infatti, ha avuto modo di approfondire con grande passione e impegno gli aspetti legati alla Seconda Guerra Mondiale, grazie ai tanti anni di insegnamento, e prima ancora grazie alla sua innata curiosità, che gli ha permesso di fare tesoro sia dei libri di testo sia dei rapporti personali.

La “lezione”, poiché di questo si è trattato (e non solo perché il professore continuava simpaticamente a chiamare “ragazzi” i presenti) è continuata con un'articolata descrizione degli eserciti coinvolti e in particolare dei mezzi impiegati, sfatando alcuni cliché legati alla presunta inadeguatezza dei mezzi corazzati italiani. Certamente vi furono errori, ma connessi più all'impiego di mezzi corazzati cosiddetti “leggeri” che alla loro reale utilità.

Si è poi entrati nel vivo delle vicende del Regio Esercito e dei reparti della Regia Aeronautica e della Regia Marina coinvolti negli eventi del Fronte Orientale, ricordando anche i reparti meno noti che parteciparono alla Campagna di Russia; si sono ripercorse le tappe dell'avanzata, le manovre militari più importanti, il loro significato strategico, gli errori commessi, il valore espresso.

Velocemente sono trascorse le prime due ore e mezzo di narrazione e anche chi già conosceva gli avvenimenti ha avuto modo di vederli collocati in un quadro organico, in cui assumono un diverso e più chiaro significato.

La seconda lezione, rispetto alla prima, ha visto un analogo numero di presenze in sala nonostante le condizioni meteo avverse, segno che l'interesse è tanto e che il primo incontro era stato convincente. Si riprende a parlare di avanzata... Siamo all'estate del 1942, e i Nostri si avvicinano al Don.

Le strategie tedesche, gli schieramenti in campo, la disposizione lungo il fronte, l'accanimento per la conquista di Stalingrado e le possibili varianti che avrebbe potuto prendere la guerra se le cose fossero andate diversamente... Anche i meno avvezzi a ragionamenti di tattica e strategia militare iniziano a capire il quadro generale e la motivazione di molte scelte drammatiche. Nel contempo si comprende il ferale effetto di alcune decisioni scellerate.

Si arriva a dicembre. Nella narrazione vengono sempre contrapposti l'operato delle forze tedesche e quello delle forze russe, descritte anch'esse con grande attenzione. Stupisce il continuo e preciso riferimento del professore alla matematica delle forze in campo, nonché alla loro composizione, alla denominazione di ciascun reparto, e ai nomi dei principali personaggi, fossero tedeschi, russi, italiani, rumeni o ungheresi. Nomi che il professore vorrebbe accompagnare da note biografiche, ma il tempo è poco.

L'attacco russo, la ritirata italiana, i Blocchi Nord e Sud,  la ricomposizione del fronte a difesa delle Divisioni alpine, il sacrificio della Julia, la ritirata del Corpo d'Armata alpino, la salvezza... per alcuni. L'incontro è finito, non c'è stata la possibilità di parlare di prigionia. Si spera vi sia altra occasione.

Al termine mi avvicino per salutare e scopro con piacere che il professor Furlan ricorda bene mio padre, in quanto erano vicini di casa ed ebbe modo di parlare con lui proprio delle vicende della Campagna di Russia, delle sofferenze da lui patite, in particolare durante la ritirata.

Ringrazio pubblicamente il professor Sandro Furlan per la passione, la competenza e l'entusiasmo che è riuscito a trasmettere, e per il ricordo che ha saputo dare di mio padre.

 

Pierantonio Segato