Da Non prendere freddo, Luciano Vigo, Gianni Iuculano Editore, Pavia

 

Estate 1941 Tradotta transita a Vienna

Estate 1941: truppe italiane del C.S.I.R. in transito a Vienna

 

Questa tradotta che non si sa neanche fino a dove ci porterà esattamente: in Ungheria o in Rumenia o addirittura in Russia? Accidenti, come sono lontani quegli strani paesi! Chi avrebbe mai pensato di andarci davvero? E per quanto tempo? Quando si tornerà a casa? E io ci tornerò, ci tornerò vivo?

E Valeria mi aspetterà davvero, come ha promesso ieri sera?

Ecco: finalmente l'ordine di salire in vettura. Ora si parte veramente. Su, coraggio!

Non ti farai vedere a piangere, eh, signor tenente? Su, occupati dei tuoi uomini; fa' vedere che comandi, che dai ordini, che sei calmo, padrone di te. O almeno sforzati di fingerlo.

Ecco: la tradotta comincia a muoversi, lentamente.

Questo è il momento più grave, quello in cui tutto diventa vero. Fino a un istante prima ci si poteva ancora illudere che fosse tutto un sogno; si poteva sperare che all'ultimo momento succedesse qualsiasi cosa che potesse fermare tutto, annullare la partenza, rimandarci a casa.

Chissà, forse i russi si sarebbero arresi, la guerra sarebbe finita...

E invece, niente, nessun miracolo, stiamo partendo. Tutti i miei cari sono lì, che mi salutano mentre mi sporgo dal finestrino: "Addio, addio! State tranquilli! Scrivete, scrivetemi presto, scrivetemi ogni giorno!"

E ora guarda la mamma, un ultimo sguardo alla mamma, alla tua mamma... non a lei, non a Valeria! Potrebbe essere l'ultima volta che ti vedono da vivo. Vuoi che la mamma ricordi che il tuo ultimo sguardo è stato per un'altra?

Sforzati di udire le sue ultime raccomandazioni, anche se poi le dimenticherai subito, come sempre.

"Stai attento, riguardati, sii prudente, e scrivi, dacci notizie, non tenerci in ansia come al solito."

E poi, quando ormai quasi più non la potevo sentire, un'ultima classica, materna raccomandazione; questa non l'avrei dimenticata durante tutto l'inverno russo, quando il termometro sarebbe sceso a 42° sotto zero: "Non prendere freddo!"

 

L'immagine è tratta dal sito dell'Archivio Centrale dello Stato.