Dal libro Da Bel Ami a Lili Marlene – Quello che il corrispondente di guerra non scrisse

Lamberti Sorrentino, Bompiani, Milano, 1980

 

Da Bel Ami a Lili Marlene copertinaIl console generale Coppini si scaldava la schiena, con una diecina di ufficiali, alla grande stufa di maiolica, in attesa che il pranzo fosse pronto; e si parlava delle gesta disperate, lassù, nella solitudine ventosa e ghiacciata. I salvati avevano ricostruito le alterne fasi della lotta. Si seppe, così, che Pezzi e Bocchetti avevano predisposto fra gli assediati un posto di pronto soccorso, e un rapido trasporto dei feriti. Erano i primissimi giorni dell'assedio, e le cose andavano quasi bene. Conservavano tutti un grato ricordo dei due eroi [...].

C'era fra noi, quella sera, un capitano che aveva accompagnato i superstiti di Cercovo verso le retrovie.

Disse a me, che mi proponevo di cercarli e interrogarli: "Lascia stare. È gente che non ha voglia di parlare, di raccontare, se ne frega dei giornalisti; è gente che ha bisogno di molta dolcezza, soprattutto molto oblio. In Italia non si avranno mai abbastanza cure per essi, cura dei loro cuori, oltre che della loro carne.

Essi hanno sopportato uno sforzo al di là di ogni possibilità umana. Ne sono infranti, e ne resteranno infranti anche se brodi di gallina, tuorli d'uova e aria di mare restituiranno loro muscoli e colore. Dentro al loro cuore rimarrà un nodo segreto, un angolino di neve che nessun calore fisico o affettivo scioglierà mai più!"

 

 

Grazie al signor Claudio Provana per averci segnalato questa pubblicazione...