Da Cinquecento giorni con i Bersaglieri del 3° al Fronte Russo, Dante Mercalli, Tipografia Bettini, Sondrio, 2010

 

Si parte! È il 24 luglio 1941, da Verona.

I soliti addii, soliti abbracci, le solite domande.

"Dove andate?!, "Tornate presto!"

Ecco, la fanfara suona e Margheriti, con il suo magico pistoncino, zittisce tutti. Sul treno si caricano armi e bagagli e, alle 7.30 del 25 luglio, si passa il Brennero che è la via maestra delle Alpi orientali. Seguono le montagne tirolesi e Innsbruck [...]. Sosta nella capitale del Tirolo per il rancio.

Vienna si annuncia prima di arrivare in stazione, con un sibilante fruscio di freni che bloccano le umide rotaie, nella serata piovviginosa, fredda, autunnale. Tutto è deserto, pochi ferrovieri, qualche soldato. [...]

Il giorno dopo il treno è già in Ungheria e raggiunge Budapest, la regina del Danubio. Questo fiume segna una frontiera naturale tra l'ovest e l'est del Paese.

All'ovest ci sono regioni con altitudini più elevate, ove predomina la vita rurale; a est ci sono le grandi pianure monotone, con clima più secco; tutti elementi che annunciano già l'Europa orientale, il mondo delle steppe.

 

Budapest 1941 Soldati italiani e romeni in stazione

1941 – Soldati italiani e romeni presso la stazione di Budapest
L'immagine è tratta dal sito dell'Archivio Centrale dello Stato

 

Budapest è una gran bella città. La stazione è molto grande; la facciata è imbandierata: è zeppa di folla, di gente allegra e ben vestita, con militari di ogni specie.

Più che vederla, questa città la s'immagina; essa conserva il fascino che le viene dalla storia, con Buda – la città vecchia – che si adagia sulle colline, mentre Pest si stende verso la grande pianura, con il Danubio che divide in due parti la città, mentre numerosi sono i ponti che la riuniscono. 

Scendiamo per il rancio... è come se fossimo in vacanza.