Da La lunga marcia, Giancarlo Fusco, Longanesi&C, Milano, 1961

 

Poche ore dopo il suo arrivo sul fiume Dniestr, la Divisione Pasubio, rinforzata da un Gruppo di Artiglieria e da una Compagnia di bersaglieri, entrò nell’ingranaggio dell’avanzata.

Il suo compito consisteva nel tagliare diagonalmente il corridoio boscoso tra Dniestr e Bug, facendo da chiavistello alla ritirata dei Russi che resistevano al centro. Si trattava, in sostanza, di correre per quattrocento chilometri a sud-est, fino a Nikolajev, dove il Bug entra solennemente nel Mar Nero.

Più che una battaglia fu un infernale rodeo di automezzi.

La Divisione del generale Giovannelli fece in quattro giorni la sua lunga picchiata verso la foce del Bug.

Le strade parevano campi arati di fresco. Sotto un cielo di ardesia, i covoni di grano rimasti a marcire nei campi parevano mucchi di monete d’oro.

Sterminate distese di girasoli si allargavano ai due lati della strada nera.

Il dodici agosto l’avanguardia della Pasubio raggiunse il fiume subito dopo mezzogiorno, nei pressi di Jasnaja Poljana, proprio nel momento in cui un reggimento di fucilieri russi – il quattrocentosessantanovesimo – stava tentando la ritirata al di là del Bug per sottrarsi all’aggiramento.

I bersaglieri, sostenuti dal primo battaglione dell’ottantesimo fanteria, attaccarono combattimento, riuscendo a ritardare la manovra del nemico fino all’arrivo dei rinforzi.

Al tramonto contammo le prime perdite della nostra guerra di Russia; quindici morti, fra i quali due ufficiali, e un’ottantina di feriti.

 

Estate 1941 - Il generale Messe fa visita ai primi feriti della Divisione Pasubio, ricoverati presso un Ospedale da Campo

 

L'immagine è tratta dal sito dell'Archivio Centrale dello Stato.