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Ricerche di militari

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Canzoni Fronte Russo

03/11/2017 21:18 #1 da Letizia
Buonasera, mio nonno ,reduce di russia mi cantava sempre una canzone che mi diceva venisse del fronte russo, chiaramente essendo in russo molte parole dopo tanto tempo sono state storpiate (anche perchè a me le ha tramandate minimo 40 anni dopo la fine della guerra). Alcune risultano incomprensibili, altre sono invece chiare (anche perchè di alcune ricordo mi faceva lui stesso la traduzione).
Vi scrivo qui il testo che mi ricordo, sperando che qualcuno riconosca qualcosa di simile.
"Niema klieb Niema kukurusa.. uisciri malenki.. doprà karasciò"
mi traduceva malenki dicendo che erano i bambini. Probabilmente kukurusa è il mais.

Letizia

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03/11/2017 22:52 #2 da Patrizia Marchesini
Buonasera, Letizia.

Grazie per questa bella testimonianza.
La canzone è, in effetti, alquanto famosa tra i reduci.

So di averne letto il testo più volte e mi auguro di riuscire a recuperarlo in qualche mio libro sulla Campagna di Russia.
Era una sorta di lamento tristissimo sul fatto che il cibo scarseggiava (nema chleb --> нема хлеб --> niente pane).

Confermo che kukuruza (in cirillico, кукуруза) significa mais.

Un caro saluto.



Patrizia

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07/11/2017 11:40 #3 da Patrizia Marchesini
Buongiorno, Letizia.

Sto leggendo il libro di Alim Morozov (La mia scoperta dell'Italia e degli alpini 1942-2012), edito nel 2012 da Kvarta, Voronež.
Il professor Morozov era un bambino quando la sua città, Rossoš', venne occupata dai Tedeschi, il 7 luglio 1942; circa un mese dopo a Rossoš' si stabilì il Comando di Corpo d'Armata alpino... Morozov racconta come furono quei mesi, fino al il 16 gennaio 1943, giorno in cui la città fu riconquistata dall'Armata Rossa (il 17 gennaio ebbe inizio il ripiegamento dell'intero Corpo d'Armata alpino).

Proprio l'altra sera - per una coincidenza strana e senza dovere cercare in altri miei libri - a pagina 109 del volume di Morozov mi sono imbattuta nella canzone che suo nonno ricordava.

Trascrivo di seguito un brano dal libro suddetto...

La maggioranza degli alpini soldati semplici - a casa sua, in patria - viveva in piccoli centri di montagna e conosceva bene le ristrettezze.
Giunti a Rossoš', videro nei villaggi e nelle città lungo il Don non quei terribili e orrendi bolscevichi che aveva loro rappresentato sui manifesti la propaganda fascista, ma della semplice buona gente per cui non era facile, come non lo era per un contadino in Italia, ottenere il pane quotidiano.
La loro compassione verso la popolazione occupata i soldati italiani la espressero in una ingenua corta canzoncina:

"Non c'è pane, non c'è granoturco...
Non c'è lardo, non c'è latte.
Il marito è al fronte. Quattro bambini.
Così non è bene, così non va."

"Nima kliba, nima kukuruzi...
Nima sala, nima moloka.
Muj na fronte. Cetvero malenki.
Tak ne garno, tak ne horosciò."

L'ultima strofa a volte la cambiavano con "L'italiano è bravo, è buono."
La cantavano i soldati italiani sul motivo dell'allora nota a tutti canzone sovietica pre-rivoluzionaria, Usciva dalla riva Katjuša.

Questa sobria canzoncina si diffuse presto e acquistò popolarità in tutte le dieci Divisioni [italiane].



La musica della canzone riprendeva quella della famosa Katjuša, che Morozov cita come pre-rivoluzionaria e sulla quale io ho trovato alcune notizie che la datano, invece, al 1938 (vedere qui ).
Da notare che la musica venne poi utilizzata per la canzone partigiana Fischia il vento e che alla fine degli anni '60 servì come base per la notissima (almeno per quelli della mia generazione) Casatchok, interpretata da Dori Ghezzi .
Una versione in lingua tedesca, con il titolo Petruschka, fu interpretata da Dalida.

Quando ero piccola, ma questa è un'altra storia, fra noi bambini girava una filastrocca molto stupida, sempre basata sul motivo medesimo, che aveva come protagonista - una volta di più - Katjuša, insieme a un certo Dimitri... ne ricordo solo pochi versi, che allora ci sembravano molto trasgressivi e suscitavano parecchie risatine infantili... e che tuttavia non è certo il caso vengano trascritti in questa sede.

Tutto questo per dire che la stessa musica può dare voce a mille pensieri e a mille parole...


Un saluto.


Patrizia
Ringraziano per il messaggio: Letizia

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08/11/2017 14:05 #4 da Letizia
E' lei!!!!!!!!!! l'ho provata a cantare e queste sono le parole!!!! grazie millee!!!!
Non sò se può essere utile ma ho trovato su questo libro un riferimento della stessa: books.google.it/books?id=IO6pBQAAQBAJ&pg=PA80&lpg=PA80&dq=dasfidania+ciao+malenka&source=bl&ots=Sxjm65WStT&sig=ChPC8O8KLf2dfl3U5G-NeXFnJZA&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjK0sOaka_XAhXC1hoKHZ1HCvoQ6AEILDAB#v=onepage&q=dasfidania%20ciao%20malenka&f=false

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09/11/2017 15:29 #5 da Patrizia Marchesini
Eccomi, Letizia.

Mi fa piacere esserle stata di aiuto.
Grazie per la segnalazione... Come avrà forse visto, la canzone presenta varianti diverse, ma faceva comunque riferimento a una situazione di difficoltà estrema, come conseguenza della guerra.

Un caro saluto.


Patrizia

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