×
Ricerche di militari

Prima di postare domande relative a ricerche di militari, si prega consultare la guida che abbiamo creato al seguente indirizzo:
www.unirr.it/ricerche/guida-per-le-ricerche-di-militari

× Benvenuti sul forum del Fronte Russo!

Racconta a noi e ai nostri iscritti chi sei e cosa cerchi.
Diamo il benvenuto a tutti i nuovi iscritti!

Fante Anacleto Tavazza - 53° Reggimento Fanteria "Sforzesca" .

15/11/2017 16:41 #13 da Patrizia Marchesini
Salve a tutti.

Ringrazio l'utente SEA (signor Solorev) per le precisazioni fornite.
Quindi, il documento in cirillico (che a questo punto considererei una sorta di lasciapassare) con ogni probabilità fu rilasciato durante il viaggio di rimpatrio di Anacleto.

I prigionieri vennero fatti sostare, mentre tornavano in Italia, in determinati lager. I nomi di alcuni di essi ricorrono nelle testimonianze (soprattutto degli ufficiali), ma per nessuno viene menzionato il n. 37.
Cmq, erano denominati campi di transito in quanto i prigionieri - in genere - non vi rimanevano troppo a lungo (proprio perché stavano tornando - seppure con viaggi tortuosi e che richiesero molto tempo - in Patria).

Nella lista in mio possesso dei vari campi di prigionia sovietici (o cmq in territori che - con il proseguire del conflitto o addirittura a conflitto terminato - vennero a trovarsi sotto l'influenza sovietica) il n. 37 è attribuito al lager di Balhaš (o Balqash, oppure ancora Balkasc... a seconda della traslitterazione adottata).
La località si trova in Kazakhstan, sul lago omonimo (circa 600 chilometri a nord ovest di Almaty).
Sottolineo, però, quanto avevo già riferito in un messaggio precedente: può essere che il numero 37 fosse stato assegnato in seguito a un altro campo, situato tra Romania e Bulgaria (come ci ha detto il signor Solorev).

Cordiali saluti.


Patrizia
Ringraziano per il messaggio: Elisabetta Borghi

Accedi o Crea un account per partecipare alla conversazione.

15/11/2017 17:58 #14 da Elisabetta Borghi
Gent.le Patrizia,
grazie per le precisazioni in merito al "campo di transito"! Ne ignoravo completamente l'esistenza!
E grazie anche al sig. Solorev per essersi interessato al "mio caso"!

A risentirci per eventuali novità!
Cordiali saluti!
Elisabetta

Accedi o Crea un account per partecipare alla conversazione.

18/11/2017 07:07 #15 da SEA
Benvenuto! Il forum www.forum-der-wehrmacht.de riporta che il campo di prima linea n. 37 (field post 61968) era situato nella città di Timisoara, in Romania. Campo frontale - nella parte posteriore del 3 Fronte ucraino. www.forum-der-wehrmacht.de/index.php/Thread/27035-Bitte-Übersetzung-Russisch-Deutsch/?pageNo=1
Ringraziano per il messaggio: Patrizia Marchesini, Elisabetta Borghi

Accedi o Crea un account per partecipare alla conversazione.

03/02/2018 21:51 #16 da Elisabetta Borghi
Buonasera Patrizia,

a distanza di qualche mese torno a scrivere su questo forum per comunicare una buona notizia: ho avuto risposta positiva da parte dei memoriali militari di Mosca; ho inviato la richiesta , come da indicazioni che ho reperito sul Vs. sito, all'inizio di novembre, dopo qualche giorno mi hanno comunicato che avrebbero ricercato nei loro archivi notizie in merito a mio nonno e che mi avrebbero risposto sia in caso di esito positivo che negativo....e qualche giorno fa ho ricevuto la loro risposta.

Nei loro archivi sono presenti due fascicoli relativi a mio nonno, poiché risulta sia stato in due campi per prigionieri (credo fosse una cosa frequente...).
Il 22 dicembre 1942 è stato fatto prigioniero vicino al Don (forse a Kamenka... è possibile?), il 22 marzo 1943 è arrivato nel campo n. 105 situato nella Repubblica Socialista Sovietica Turkmena (solo questo mi hanno detto, mentre sul fascicolo del campo è indicato solo il numero e neppure il nome/la località del campo; non l'ho trovato neppure sulla pubblicazione del Ministero della difesa relativo ai campi di prigionia), mentre a giugno del 1943 è stato internato nel campo n. 185 situato nella regione di Ivanovo - provincia di Jur'evetskij, località di Mikhailovo. Dal fascicolo del 2' campo risulta che è stato rimpatriato il 15 settembre 1945.
Cosa dire....sono molto soddisfatta!...anche se non ho nulla, non ho nessun tipo di documentazione o riferimento temporale, in merito al congelamento ai piedi.
La cosa più "bella" è che in fondo ad ogni pagina del fascicolo del primo campo di prigionia, c'è la firma di mio nonno, immediatamente riconosciuta da mia mamma.

Grazie per l'attenzione!
Cordiali saluti.
Elisabetta Borghi

Accedi o Crea un account per partecipare alla conversazione.

05/02/2018 11:23 #17 da Patrizia Marchesini
Buongiorno, Elisabetta.

Sono lieta che abbia finalmente ricevuto la documentazione da parte dei Memoriali Russi.
Addirittura due fascicoli!

Purtroppo non sono in grado di dirle dove - nello specifico - fosse localizzato il campo n. 105.
Non possiedo la pubblicazione Mindifesa relativa ai campi di prigionia, ma ho cmq qualche dettaglio sui vari campi e campi ospedali... dettagli che, a seconda dei casi, sono più o meno generici. Come fonte mi baso sia su schede del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, sia sul rapporto U.N.I.R.R. sui prigionieri di guerra italiani in Unione Sovietica, sia sul volume di Maria Teresa Giusti che, come forse saprà, ha svolto ricerche approfondite (anche negli archivi russi) in merito alla prigionia dei militari italiani catturati dai Sovietici.
Da nessuna parte ho trovato il benché minimo riferimento al campo n. 105.

Potrebbe forse fare un tentativo ulteriore, chiedendo ai Memoriali Militari se sappiano dove era situato il lager n. 105.
E' indubbio vi siano diversi campi - in cui all'epoca vennero a trovarsi nostri militari - di cui non abbiamo notizia alcuna.

In seguito, come lei riferisce, Anacleto fu trasferito nel campo n. 185, situato nella Regione di Ivanovo.
A quanto sembra, suo nonno - nella famosa dichiarazione del 1955 - aveva rammentato erroneamente il numero del campo, che quindi non era il numero 188.

Al di là del fatto che i due fascicoli non contengono info particolari sul congelamento ai piedi, sono certa che tale documentazione costituisca un patrimonio importante, anche dal punto di vista affettivo.

Nel ringraziarla per averci aggiornati, invio un caro saluto.


Patrizia
Ringraziano per il messaggio: Elisabetta Borghi

Accedi o Crea un account per partecipare alla conversazione.

05/02/2018 11:57 - 05/02/2018 12:37 #18 da Patrizia Marchesini
Rieccomi.

Un tentativo di ricerca nel web non ha dato molti frutti.

Ho scoperto che di certo in Turkmenistan vi furono prigionieri di guerra giapponesi. Vi sono diverse pagine web che accennano a questo.
Il campo si trovava nella città di Krasnovodsk (oggi Turkmenbashy), ma in ciò che ho letto non vi è menzione alcuna di prigionieri di guerra italiani.

Ricordo che tra Unione Sovietica e Giappone era stato firmato - nell'aprile 1941 - un patto di non aggressione.
L'8 agosto 1945, l'U.R.S.S. ruppe unilateralmente il patto medesimo, dichiarando guerra al Giappone (ormai allo stremo: il patto fu rotto nei giorni intercorsi tra il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki).

Con tale dichiarazione di guerra i Sovietici invasero il Manciukuò (stato-fantoccio che si estendeva nella Manciuria e nella Mongolia interna, e che era stato creato dai Giapponesi nel 1932) e le Isole Kurili: nel corso di tali eventi i militari giapponesi catturati vennero inviati in campi di prigionia.

Altro non sono in grado di aggiungere. Mi spiace.


Patrizia
Ringraziano per il messaggio: Elisabetta Borghi

Accedi o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Moderatori: Patrizia MarchesiniMaurizio Comunello