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34° Autoreparto (e altro)

15/11/2016 00:22 #43 da magistrelli
Notizie su mio zio Augusto Rossi, Div. Alpini Cuneense, grado autiere, 201 Autoreparto

Quando ho letto la lettera della Sig.ra Kay che chiedeva notizie dello zio Augusto Rossi del 201 Autoreparto e la lettera inviata dal capitano Vittorio Pisano al nonno mi è balzato alla mente che in qualche libro avevo letto qualcosa a riguardo.
Finalmente ho rintracciato il libro: La strada del Davai di Nuto Rvelli EInaidi Editore del 1966.
Si parla dell’ Autiere TARDITI MICHELE nato a Valgrana, classe 1918.
Dice che è partito da Cuneo per la Russia il 24 luglio con in consegna un OM URSUS del 201 Autoreparto.
Raggiunto la zona del Don la base dei motorizzati è Rossosc.
Il 17 gennaio del 1943 alle 9 lasciano Rossosc con 10/15 camion con il tenente Pesce Andrea di Alessandria.
Superano dopo 90 km Malceskaja direzione Charkov.
All’aba del 18 ripartono ma vengono attaccati da carri armati che distruggono i camion e viene fatto prigioniero.
In sostanza i russi gli propongono di scegliere se andare a soffrire in prigionia o se preferisce stare con loro. Decide di stare con loro.
Viene utilizzato dai russi come conduttore di camion e segue i russi fino in Germania.
Finita la guerra viene lasciato libero. Il 12 settembre del 1945 è al Brennero, poi Milano, Cuneo e poi a casa.
Il suo racconto conferma quanto scritto nella lettera del capitano Vittorio Pisano.
Cita alcuni nomi, ma purtroppo non quello di Augusto Rossi.
Ringraziano per il messaggio: Maurizio Comunello, Patrizia Marchesini

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15/11/2016 08:11 - 15/11/2016 08:31 #44 da Patrizia Marchesini
Ti sono davvero grata, Claudio.

Ho letto anni fa il libro di Nuto Revelli e - ahimè - non ricordavo questa testimonianza specifica dell'autiere Tarditi.
E' grazie alla collaborazione di persone come te - scrupolose e attente - che il nostro forum può arricchirsi di contributi significativi.

Mi precipito a inserire un link nella discussione riguardante Augusto Rossi (il cui nome, come risulta all'anagrafe, in realtà era Agostino), in modo che la signora Kay veda questo tuo commento.

Buona giornata, e a risentirci :-)


Patrizia

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07/03/2017 00:04 - 12/03/2017 19:31 #45 da magistrelli
Come ho già scritto in un altro post altri autoreparti sono partiti per una missione a Stalingrado.
Tra questi Il 34° Autoreparto.
Partirono dal loro accantonamento situato in una scuola di Woroshilowgrad all’alba del 16 novembre 1942 trasportando fusti vuoti alla volta di Millerovo per essere riempiti di carburante. Da Millerovo dopo 2/3(?) giorni di viaggio con una temperatura che scese anche a - 25° raggiungono la loro destinazione Karpowka a 12 km da Stalingrado. Rimangono alcuni giorni e sotto un bombardamento perdono la vita 2(?) autieri e vengono distrutti alcuni mezzi. Ripartono con gli automezzi rimasi. Dopo un viaggio pieno di enormi difficoltà raggiungono Woroshilowgrad qualche giorno prima di Natale.
(Sunto tratto dal volume “SPINGERE! - Viaggio in Russia 1941-1943”, scritto da Alfranco Albuzza EDITO da LA LIBRERIA MILITARE- Milano via Morigi 15)

Alla volta di Stalingrado partì da Millerovo al gran completo anche il 244° autoreparto con un centinaio di Bianchi Miles e circa 150 autieri al comando del capitano Broglia con un carico di munizioni. Al ritorno dovranno evacuare i feriti più gravi. Il convoglio non viene fermato nelle retrovie, ma riceve l’ordine di portare le preziose munizioni il più avanti possibile. Finiscono nel mezzo di un assalto. Sotto le pallottole scaricano le casse di munizioni. I Bianchi Miles diventano un bersaglio troppo ghiotto e vengono colpiti da tutte le parti. Il capitano Broglia ordina di abbandonarli e d’incendiarli. Gli autieri riguadagnano a piedi le linee di sicurezza.
(Sunto tratto dal libro di Alfio Caruso, Noi moriamo a Stalingrado.)

In data 5 Gennaio 1943 l’INTENDENZA 8a ARMATA - DIREZIONE TRASPORTI comunicava al COMANDO 8a ARMATA le perdite di automezzi dal 1 Luglio al 31 dicembre 1942.
Quelli persi a Stalingrado erano 27 del 2° A.R.G. e 25 del 8° A.R.G.
Dati tratti dal volume “I SERVIZI LOGISTICI DELLE UNITA’ ITALIANE AL FRONTE RUSSO (1941-1943)” edito dal Ministero della Difesa - Stato Maggiore dell’Esercito - Ufficio Storico.

Come si può notare questi dati non combaciano con quelli trovati su altre fonti.
Sicuramente non è tutto e appena trovo altre notizie farò sapere.
Un doveroso GRAZIE per tutto quello che fate.
Claudio Magistrelli

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07/03/2017 11:07 - 08/03/2017 16:37 #46 da Patrizia Marchesini
Grazie per questi dettagli, Claudio.

Non possiedo - e non ho letto - il volume di Alfranco Albuzza, Spingere...

L'Allegato 1 (comunicazione n. 262/TR, del 5 gennaio 1943 - Intendenza 8ª Armata - Direzione Trasporti) alla comunicazione del 10.01.43, a firma generale Carlo Biglino (si veda documento 78/sv nel volume suddetto) è quello relativo alle perdite a Stalingrado che tu menzioni (2° e 10° Autoraggruppamento, per un totale di 52 automezzi).

In aggiunta, nel medesimo volume sui Servizi Logistici, il documento 75/sv, riguardante le attività svolte dagli Autoraggruppamenti dell'Intendenza d'Armata (2°-7°-8°-10°) nei mesi di gennaio e febbraio 1943, riferisce - per il periodo specifico dal 1° al 22 gennaio - "per conto dei servizi germanici: trasporto di munizioni fino alla linea delle unità operanti, scarico di derrate dai treni per rifornimenti aerei a Stalingrado, servizi di presidio."

La media giornaliera di automezzi impiegati in tale periodo (1° - 22 gennaio) fu di 240 autocarri ("comprese le autocolonne in servizio fisso nella zona di Starobelsk ed i 55 autocarri perduti a Stalingrado.")

Può essere, quindi, che gli automezzi del 34° Autoreparto perduti durante quel bombardamento a Karpovka fossero stati tre (per differenza tra i 55 automezzi citati nel documento 75/sv e i 52 dell'Allegato 1)?
Non mi è chiaro... in teoria i 55 autocarri sarebbero da riferirsi al solo periodo 1° - 22 gennaio '43, mentre sappiamo che i 52 mezzi presenti nella tabella dell'Allegato 1 (doc. 78/sv) sono andati perduti nel periodo luglio - dicembre 1942.

In ogni caso: hai notato che la tabella suddetta dell'Allegato 1 indica tre automezzi perduti per bombardamento? Magari chi redasse la tabella stessa considerò Karpovka come località altra, rispetto a Stalingrado e quindi inserì quei tre mezzi in una colonna a sé stante. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che il periodo di riferimento di quella tabella-perdite è luglio-dicembre 1942, e quindi quei tre automezzi potrebbero essere andati perduti per un qualsiasi altro bombardamento in un qualsiasi momento compreso tra luglio e dicembre.

Mah... prendi con le pinze queste mie considerazioni.

Invece, a proposito del 244° Autoreparto e in aggiunta ai particolari che tu hai riportato, il volume di Alfio Caruso include (da pagina 222 a pagina 224) la testimonianza dell'autiere Rodrigo Finessi, originario di Codigoro e assegnato a tale Autoreparto...

[...] Andammo a Stalingrado verso il 10 novembre. [...] Portavamo un carico di munizioni e una volta giunti al comando avanzato tedesco ci fu chiesto di consegnare i rifornimenti direttamente alle truppe di prima linea. In tal modo finimmo dentro l'inferno. Ho letto diversi libri e articoli su Stalingrado, ma chi non c'è stato, chi non ha visto il furore e l'eroismo con il quale si affrontavano dai due lati, non può capire.
I russi si battevano alla morte, che era indifferentemente la loro o quella del nemico. Sbucavano fuori e sparavano da tutti i buchi possibili. Noi fummo colti alla sprovvista, non eravamo né preparati né attrezzati.
Il capitano Broglia urlò di abbandonare gli autocarri e di farli bruciare con le bombe.
Tornammo indietro alla rinfusa. [...]


Ciao, e a risentirci.


Patrizia

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08/03/2017 12:37 #47 da magistrelli
Il comando tedesco richiese agli italiani, per sostenere l’offensiva finale a Stalingrado, di organizzare un trasporto speciale di 200 automezzi.
Il 127° autoreparto fornì 18 automezzi con 25 autisti. Il 248° autoreparto fornì 33 autocarri Fiat 626 a benzina con 50 autisti. (Dati tratti dal libro di Alfio Caruso, Noi moriamo a Stalingrado.)
Il ragionamento che hai fatto tu l’ho fatto anch’io, tralasciando quelli persi a gennaio. In effetti i conti possono tornare tranquillamente se si calcola che il 127° e il 248° rimasti nella sacca persero 51 automezzi e con il mezzo sicuramente perso del 34° autoreparto il conto totale di 52 torna. Non torna la suddivisione tra Autoraggruppamenti però, questa discrepanza in un simile momento è comprensibile.
In un secondo tempo, pensandoci bene, i conti non mi sono più tornati.
Albuzza dice nel suo libro “che giunse un ordine inaspettato”.
Tutte le macchine efficenti del 2° Autoraggruppamento dovranno formare una colonna per portare rifornimenti alla 6a Armata a Stalingrado.
Il 2° Autoraggruppamento d’ArmatA fornì mezzi appartenenti al:
- 127º Autoreparto Pesante con 18 automezzi
- 34º Autoreparto Pesante con un numero imprecisato di macchine.
8º Autoraggruppamento d’Armata fornì mezzi appartenenti al:
- 248º Autoreparto Pesante con 33 autocarri Fiat 626 a benzina
- 244º Autoreparto Pesante “partì al gran completo (100 mezzi? Aveva tutti mezzi efficienti? Impossibile o meglio miracoloso vista la situazione in cui operavano da tempo)
Le considerazioni a cui sono arrivato, come dici tu da prendere con le pinze, sono:
Se hanno fornito i mezzi solamente gli autoreparti di cui si ha notizia significa che 244° e 34° autoreparto hanno fornito 70/75 mezzi a testa. Una cifra molto alta se si pensa che gli autoreparti dovrebbero avere un centinaio di mezzi in totale compreso i mezzi di servizio. Sul numero dei mezzi di ogni autoreparto ho dati molto contrastanti, ma questo è un argomento che tratterò in un altro momento.
Oppure hanno preso parte alla formazione della colonna altri autoreparti.
Le perdite considerando fatti bellici e ambientali sono incomplete. Penso si debba calcolare la perdita di 100/110 mezzi come minimo.
Dal 23 di novembre 1942 raggiungere Stalingrado è impossibile in quanto completamente accerchiata.
Pertanto le perdite di automezzi riportate per il periodo specifico dal 1° al 22 gennaio 1943 “per conto dei servizi germanici: trasporto di munizioni fino alla linea delle unità operanti, scarico di derrate dai treni per rifornimenti aerei a Stalingrado, servizi di presidio” sono avvenute fuori dalla sacca, direi neanche troppo vicini alla linea del fronte.
Per quanto riguarda i servizi di presidio svolte dagli autieri ricordo che mio padre ricordava che il giorno di Natale del 1942 era di guardia ad un tratto della linea ferroviaria nei pressi di Woroshilowgrad.
Se penso che questa ricerca, partita dopo aver letto poche righe sul volume “Stalingrado” di Antony Beevor del 1998, mi portava a questo punto, in cui almeno una parte di questa tragica vicenda è venuta alla luce, certamente non lo credevo possibile. Continuerò nella ricerca sicuramente.
Dialogare con te e con gli altri membri di U.N.I.R.R. è sempre un piacere e fonte di nuove conoscenze.
Di questo vi ringrazierò sempre.
Claudio Magistrelli

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08/03/2017 16:51 - 20/03/2017 16:20 #48 da Patrizia Marchesini
Grazie a te, Claudio.

E' sempre un grande stimolo rapportarsi con una persona che fa ricerche così approfondite, e su un tema (quello dei trasporti e, di conseguenza, dei rifornimenti al Fronte Orientale) che sovente passa in secondo piano... mentre invece è indubbio quanto tale aspetto fosse di rilievo.

Sarebbe stato basilare potere usufruire - in quei giorni dell'inverno 1942-1943 - del maggior numero possibile di automezzi e di una disponibilità adeguata di carburante, per le nostre truppe!

Invece...

Quando vorrai aggiungere altro... siamo qui.

Buona serata.


Patrizia
Ringraziano per il messaggio: magistrelli

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